Attrazioni

10 cose da fare GRATIS a Ischia



1) La Chiesa del Soccorso e Forio d’Ischia

La chiesetta bianca del Soccorso è uno dei soggetti fotografici preferiti dai turisti in visita a Ischia. Piccola ma con uno straordinario fascino, sorge su un promontorio a picco sul mare. Sta lì perché i marinai dovevano vederla già da lontano e capire che stavano tornando a casa. La chiesetta unisce diversi stili architettonici ma il soggetto più interessante sono gli ex-voto dei marinai e delle loro donne, appesi dappertutto come ringraziamento per essere sopravvissuti all’ennesima tempesta. Non molto lontano dalla chiesetta c’è il Torrione di Forio, l’altro simbolo del paesino ischitano. Nei secoli ha contribuito a salvare la popolazione di Forio perché da questa torre partiva il primo avvertimento quando dal mare arrivavano gli invasori. Oggi ospita una galleria d’arte e un piccolo museo comunale. Forio è uno dei comuni più tranquilli dell’isola ed offre piacevoli passeggiate, piazzette e un po’ di shopping lungo il corso.

2) Il Borgo di Sant’Angelo a Ischia

Sant’Angelo è il borgo chic di Ischia, quello più apprezzato dai ricchi, dai VIP e da chi vuole starsene lontano dalla folla dei vacanzieri: il borgo con le case colorate, infatti, è interamente pedonalizzato e non è facile da raggiungere. È collegato con un solo autobus, di solito molto affollato, e il viaggio da Ischia Porto dura circa 1 ora. Arrivati al capolinea c’è una bella passeggiata di 1 km da fare (o un costoso taxi) per arrivare nel borgo. La cartolina è quella classica di un paese di mare del Mediterraneo: case bianche o colorate, vicoli stretti, negozi di souvenir, gelaterie, risoranti e bar con i tavolini all’aperto. Rispetto al resto dell’isola colpisce la tranquillità e l’assenza di veicoli a motore. Dal porticciolo partono le barche che portano i turisti alla spiaggia dei Maronti mentre con un’ulteriore passeggiata in salita si arriva al Parco Termale Aphrodite-Apollon.

3) La Baia di Sorgeto

I quasi 300 scalini da affrontare per arrivare alla Baia non sono un ostacolo perché la ricompensa che si ottiene giustifica lo sforzo accettabile, soprattutto fuori stagione: le sorgenti di acqua calda che affiorano dal sottosuolo incrociano l’acqua del mare, creando vasche e piscine naturali di varia grandezza e temperatura. Si può scegliere acqua bollente, tiepida o fredda come nelle migliori terme, ma gratis e tutto l’anno. Ovviamente la Baia di Sorgeto attira molta gente del posto e ancora più turisti, quindi potrebbe essere difficile trovare anche qualche centimetro quadrato dove appoggiare la borsa. Andateci al mattino presto o di sera, anche di notte, tanto la temperatura dell’acqua non cambia. A volte ci si può arrivare anche con la barca da Sant’Angelo ma il servizio è condizionato da troppe variabili per assicurarvi che ci sia sempre!

4) Ischia Ponte

Ischia Ponte, un tempo chiamata ‘Borgo di Celso’, è il vero centro storico del comune. Borgo di pescatori e marinai, ha conservato nei caseggiati l’antica architettura ischitana. A Ischia Ponte troviamo la Cattedrale di Ischia dedicata a Santa Maria della Scala, la Chiesa dello Spirito Santo e il Vescovato chiamato anche Seminario, la casa dove nacque San Giovan Giuseppe della Croce Santo Patrono dell’isola (nato ad Ischia, 15 agosto 1654) insieme a Santa Restituta, infine il Piazzale Aragonese che anticipa l’ingresso al pontile per il Castello Aragonese. A Ischia Ponte troviamo anche i palazzi storici del comune.

La Cattedrale di Ischia dedicata a Santa Maria Assunta  si tratta di un edificio rimodernato in forme barocche su un´antica chiesa risalente al XIII secolo e in seguito ampliata dall´ordine degli Agostiniani nel 1751-52. A partire dal 1810 è la chiesa madre della Diocesi, in seguito all´abbandono della precedente cattedrale situata sul Castello e bombardata qualche anno prima dagli inglesi. Dal punto di vista architettonico, il tempio presenta una ampia facciata barocca, con tre ingressi protetti da una robusta cancellata ed un elegante mosaico, eseguito da artisti contemporanei che risalta sulla porta centrale. Nell’interno si snodano tre maestose navate completate da una cupola bramantesca, che nel mirarla toglie il respiro. Il pavimento di marmo è del 1912  ed al centro dell’arco trionfale, vi è un volto di una donna  in stucco. Si vuole che siano le sembianze della Contessa consorte di Pietro Cossa, fondatore della Chiesa. Vi è poi la torre con il campanile costruita nel 1596 per dare rifugio alle popolazioni durante le incursioni barbaresche.I dipinti presenti nella chiesa, risalgono quasi tutti al Settecento. I più prestigiosi appartengono al pittore Giacinto Diano e  opere di Alfonso Di Spigna. Nella chiesa, oltre ai dipinti, esistono numerose altre opere d’arte, tra le quali, in fondo alla navata sinistra, un raro crocifisso di scuola catalana del 1200 e lo spettacolare altare marmoreo, che provengono entrambi dalla vecchia cattedrale ubicata sul Castello. Inoltre, è importante menzionare, la Cappella del Sacramento, dedicata alla Madonna della Libera, in fondo alla navata destra.

La Chiesa dello Spirito Santo è stata costruita tra il 1636 ed il 1676. Inizialmente dove ora sorge la chiesa , era ubicato una cappella dedicata a Santa Sofia e apparteneva ai marinai di Ischia Ponte.La chiesa è sede della venerazione di San Giovan Giuseppe della Croce, un francescano alcantarino (nato ad Ischia nel 1654) le cui spoglie sono da poco ritornate nell’isola natia, dopo una lunga permanenza a Napoli, dove morì nel 1734 e dove era molto venerato dalla popolazione. La chiesa dal punto di vista architettonico, ha una pianta basilicale a croce latina. con navata unica e tre cappelle per lato. Una breve scalinata conduce all’ingresso. Sul lato destro, vi è un campanile a forma di piramide, con una cupoletta a pera, rivestita da mattonelle gialle e verdi. All’interno, ci sono tantissime opere d’arte: un affresco raffigurante il Castello , uno di Francesco Saverio che battezza un negretto, una Madonna con Bambino e Santi, una Madonna del Rosario, una Madonna delle Grazie di Paolo de Matteis, una Pentecoste realizzata dal Di Spigna nel 1768, una Annunciazione, una Traditio Clavium, ed una tela rappresentante la Sacra famiglia con Sant’Anna, San Gioacchino e San Giovannino.

Il Seminario  fu fatto costruire in soli tre anni da Mons. Nicola Schiaffini, dal 1738 al 174. E’ la sede del Vescovo e il luogo dove si formano i giovani per essere avviati al sacerdozio. L’attuale vescovo è Mons. Giuseppe Lagnese. Nelle sale si notano diversi reperti storici trovati sul castello: due capitelli di marmo, due colonne scure  e una tabula superiore di m. 2 per 0,55 del V sec. e facente parte della tomba di Giovanni Cossa, governatore di Ischia. Su di essa sono scolpiti degli episodi del Vangelo: Il cieco guarito; Le Guarigione del Paralitico; Zaccheo;L’entrata in Gerusalemme.

La casa dove nacque San Giovan Giuseppe  si trova subito dopo la cattedrale. Oggi è stata trasformata in cappella e donata alla chiesa dello spirito Santo.In essa si conservano molte reliquie del Santo e principalmente il bastone che usò nella sua vecchiaia. Sul muro esterno della sua cas a c’è una lapide che ricorda al passante che il giorno 15 agosto 1654 colà era nato San Giovan Giuseppe della Croce.

Il  Piazzale Aragonese è un piazzale a livello del mare  che permette l´accesso al Castello Aragonese mediante il ponte di 228 metri fatto costruire dal Alfonso d´Aragona alla metà del XV secolo. Il piazzale è dedicato ai re e principi Aragonesi che ebbero Ischia sotto il loro donmino e specialmente a d Alfonso I d’Aragona che nel 1441 fece ricostruire  il ponte che unisce il Castello all’isola maggiore, trasformandolo da ponte in legno in ponte in muratura.Sul Piazzale Aragonese vengono svolte ogni  anno d´estate il Premio Nazionale di giornalismo e anche la kermesse Ischia Film Festival,  data il suo straordinario ubicazione  con alle spalle il Castello e ai lati l´isolotto di Vivara e la baia di Cartaromana.  In questo piazzale il 5 Maggio 2002 Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) ha celebrato la Santa Messa per poi incontrarsi nel pomeriggio con i giovani dell’isola nel piazzale della chiesa del Soccorso nel Comune di Forio.

Il Castello Aragonese si trova nel borgo di Ischia Ponte ed è il simbolo dell’isola d’Ischia.Il Castello Aragonese antica fortezza, un tempo abitato da autorità civili,militari ed ecclesiastiche. Al Castello (alto 115 metri) , oggi di proprietà di privati, si giunge percorrendo un lungo pontile di ben 227 metri, che unisce come detto sopra il Castello a l’isola maggiore.
Al termine del ponte si trova la cosiddetta Batteria del Molo, sul cui terrazzo sono ancora visibili tracce dei pilastri trapezoidali che sostenevano le artiglierie. Sulla destra, un grande arco immette al Castello, dove troviamo la biglietteria. Procedendo per la galleria fatta scavare da re Alfonso nella roccia rachitica,  traforo  largo 10 metri e alto 18, che si sviluppa per una lunghezza di 427 metri, si giunge sulla sommità del Castello. Durante la salita si possono notare, all´interno della galleria, delle aperture sulla volta che servivano per illuminare il tragitto o per gettare su eventuali invasori olio o pece bollenti, metà della  galleria c´è la cappella dedicata a San Giovan Giuseppe della Croce che in gioventù aveva vissuto proprio sul Castello. Oggi, oltre alla galleria, si può accedere al Castello anche grazie ad un moderno e comodo ascensore. Giunti sulla sommità è possibile ammirare : la Chiesa dell’Immacolata che risale al XVIII secolo con la sua stupenda cupola; il Convento delle Clarisse dal cui terrazzo si gode di un panorama stupendo; la Cattedrale dell’Assunta che risale al XIV secolo dove è possibile ammirare affreschi giotteschi e che vide il matrimonio nel 1509 di Ferrante d’Avalos e Vittoria Colonna; il Tempietto di San Pietro, costruzione compatta realizzata in blocchi di piperno bel squadrati su una pianta perfettamente esagonale. Posta più in alto rispetto a San Pietro è invece l’area delle ex Carceri, cui si accede oltrepassando una porta aperta nel muro di cinta, e che ospitarono alcuni protagonisti del Risorgimento Italiano (Poerio, Nusco , Settembrini…). Si vedono inoltre, i resti del Maschio del Castello: elevato di 80 m, il suo corpo centrale, di forma trapezoidale, a nord appare isolato e strapiombo sul mare. Abbiamo infine, gli Archi Gotici di accesso all’Abbazia dei Basiliani di Grecia, il Tempietto del Sole e la Chiesetta di S.Barbara.

La Baia di Cartaromana situata sulla destra del pontile, guardando dal piazzale Aragonese, caratterizzata dagli Scogli di Sant’Anna e con lo scenario del Castello Aragonese il 26 Luglio di ogni anno ha seguito l’evento più tradizionale di questo comune, Il Palio di Sant’Anna una competizione di barche allegoriche, dove partecipano in rappresentanza i sei comuni dell’isola più le altre due isole minori del Golfo di Napoli, Capri e Procida.

Sulla Baia di Cartaromana si erge la Torre di Guevara o Michelangelo. Che Michelangelo abbia soggiornato alqquanto in quella torre non vi sono documenti, ma la quattrocentesca costruzione apparteneva al duca di Bovino, Giovanni di Guevara, padrone e signore dell’isoletta Guevara. Nella Torre vi sono alcune pitture che si vogliano attribuire a Michelangelo, eseguite nel periodo in cui vi soggiornò e si consumava d’amore con Vittoria Colonna.

5) Monte Epomeo

Sulla loro testa si eleva il Monte Epomeo, alto 789 m. Giungendo in cima al monte, si trova scavata nella roccia tufacea una chiesetta con annesse celle e corridoi che portano da un lato all’altro della montagna. La chiesetta già esisteva nel 1459 e ne fa menzione il Pontano nel suo volume “De Bello Napolitano”. Il Pontano nel 1564 parlando della battaglia tra Giovanni D’Angiò e le truppe dell’Ammiraglio Poo, scrive che questi ascendeva silenziosamente l’Epomeo in cima al quale vi era una chiesetta dedicata  a San Nicola di Bari. Intanto non si è storicamente sicuri di quando furono scavate le grotte e servirono di rifugio agli abitanti dell’isola che vi si trinceravano per sfuggire agli assalti dei pirati. Questa tesi viene rafforzata dal fatto che da un lato del monte sino al 1464 esisteva una bastia, costruita già da molto tempo, proprio per accogliere gli isolani dai frequenti e improvvisi attacchi dei turchi. L’Epomeo durante le incursioni dei pirati e nel periodo di ogni guerra fu un ottimo punto di avvistamento. Le terre napoletane e romane venivano avvisate con potenti fumate del pericolo di navi nemiche, fossero esse navi pirate o legni nemici. L’Epomeo con i suoi cunicoli e casette, scavati nel vivo tufo, fu dimora d’eremiti per diversi secoli. Per non dilungarci citeremo solo i più noti. Verso il 1600 Beatrice La Quadra, nobildonna napoletana, si ritiro sull’Epomeo con alcune compagne per menarvi vita monastica, ma non sopportando la rigidezza del clima, si trasferì sul Castello d’Ischia. Il più noto fra tutti, è Fra’ Giuseppe D’Argout, fiammingo di origine, morto a 74 anni il 17 Agosto 1778 in concetto di santità e sepolto nella cappella del Crocifisso sull’Epomeo. Era Governatore del Castello d’Ischia e per voto fatto a San Nicola si ritirò sull’Epomeo con altri dodici compagni, dopo essere scampato da sicura morte, dall’assalto di due soldati suoi.Uno degli ultimi eremiti è stato Fra Giovanni Mattera. L’Epomeo è colmo di anni di storia civile e religiosa.Sul lMonte Epomeo oltre a godere  bellissime aurore e tramonti mozzafiato si può degustare nei ristoranti posti sia ai piedi che in cima,  specialità della zona e vini di ogni genere.Una giornata da trascorrere sul Monte Epomeo è da non perdere lascierà dei ricordi indelebili.

6) Acquedotto Romano

 … dove …

L’antico acquedotto  lo si incontra percorrendo la strada che collega il Comune di Ischia a quello di Barano.
Si incontra una fuga di archi in doppio ordine, che partono dal lato orientale del Monte Buceto, nella pineta tra Fiaiano e la valle del Rotaro, e un tempo arrivava fino ad Ischia Ponte. A prima vista, la sagoma dell’acquedotto richiama alla mente una costruzione di epoca romana. Ed infatti, questo acquedotto, dagli ischitani, viene comunemente chiamato anche “Acquedotto Romano”.

… la struttura …

L’acquedotto è costituito da due ordini di archi sovrapposti. Le pietre pomici utilizzate furono prelevate dalle cave vulcaniche dell’Arso, prodotte con l’eruzione del 18 gennaio 1301. Sono presenti, regolarmente, dei fori che probabilmente sono dovuti alla presenza, durante la costruzione, di travicelli per il mantenimento di impalcature. Gli archi inferiori presentano due ordini di mattoni, mentre gli archi superiori ne hanno solo uno. Circa a metà del suo percorso, l’acquedotto presenta una sola grande arcata, che somiglia ad un’antica porta trionfale. Anche qui nell’arco ci sono due ordini di mattoni, che ne disegnano il contorno sia nell’intradosso sia sui pilastri che sulla facciata. E’ probabile che questa volta fu costruita con delle centine appoggiate a terra con dei pali di legno perché non ci sono segni di sporgenze nella muratura per l’appoggio di centine semplici.

7) La spiaggia di Citara

La spiaggia di Citara è una delle più belle spiagge dell’Isola.
Situata nel comune di Forio d’Ischia, sotto punta imperatore, deve il suo nome alla dea della bellezza Venere Citera.
La spiaggia di Citara è famosa sia per le sue acque cristalline sia per la sua posizione che le permette di essere perennemente soleggiata, ma anche per la sabbia morbida e chiara.
Arrivati sulla spiaggia, sulla sinistra potrete ammirare l’alta montagna di Punta Imperatore con il faro bianco e gli arbusti e le piante balsamiche che profumano l’aria.
Guardando verso destra, in lontananza si scorgono gli scogli degli innamorati: due massi di pietra verde che sembrano essere pronti per baciarsi.
Consigliamo di ammirare itramonti da questa spiaggia incantevole: sono davvero mozzafiato.
Da raggiungere con l’autobus della compagnia Eavbus numero 2 o in taxi.

8) Gli scogli di Ischia Ponte

Non può mancare, in una vacanza ischitana, un bagno ad Ischia Ponte. Lungo il pontile che porta al Castello Aragonese è possibile posizionarsi sugli scogli, godersi il l’acqua sempre pulita e il panorama che toglie il fiato per la bellezza! Non solo avrete vicinissimo il Castello, ma potete ammirare Vivara, isolotto unito da un ponte a Procida, la stessa Procida e dietro Napoli ed ancora vedrete la gli scogli di sant’ Anna, Cartaromana.
Raggiungete gli scogli passeggiando lungo Ischia Ponte!

9) Le Fumarole

A due passi da Sant’Angelo e dai giardini termali Aphrodite Apollon, in una piccola porzione della Spiaggia dei Maronti, da secoli si manifesta la forza della nostra isola attraverso le “fumarole“. Lefumarole sono emissioni di gas della camera magmatica la quale  è collocata a circa 2,5 Km al di sotto del’Isola d’Ischia. I gas caldi riescono ad arrivare in superficie attraverso crepe e spaccature nella crosta che sovrasta la camera magmatica. Di conseguenza, in questa zona, si producono nuvole di vapore nell’ambiente esterno e bolle di gas nel mare alla temperatura di circa 100°, osservabili anche a pochi metri dalla riva.

Le sabbia calda veniva utilizzata fin dall’epoca romana per curare acciacchi del corpo attraverso le così dette sabbiature: con le mani si scava un giaciglio, ci si stende e ci si ricopre di sabbia lasciando fuori solo la testa.
Oggi vengono spesso utlitizzate per cucinare un bel pollo al cartoccio, patate ed uova sode da cucinare incartocciate nella carta alluminio e poste sotto la sabbia a cento gradi delle fumarole.

10) Il Faro di Forio

Il Faro di Punta Imperatore, con la sua maestosità, domina e protegge la spiaggia di Citara e la sua lanterna lancia il suo raggio di luce ad una altezza di oltre 160 metri.

La lanterna poggia sulla casa a due piani ormai disabitata. Ma dal giorno della sua attivazione  nel 1884, fino a pochi decenni fa, tre famiglie hanno abitato al faro. Alla fine degli anni trenta qui muore fulminato l’ultimo farista. In via del tutto eccezionale, la moglie Lucia riesce ad ereditare il mestiere del marito. La vicenda di questa donna è diventato uno spettacolo teatrale intitolato Luci, voci e volti dal faro“  e  interpretato da Lucianna De Falco, nella realtà nipote di Lucia.

Per raggiungere questo posto incantevole, lungo la strada provinciale che collega Forio alla frazione di Panza bisogna imboccare Via Costa. Si tratta di una piccola stradina residenziale che fra orti e vigne,parracine e ville a picco sul mare conduce a quest’edificio bianco a picco sul mare.

La vista è veramente mozzafiato, da un lato le due isole di Ventotene e Santo Stefano e dall’altro una visione di insieme di Forio e della spiaggia di Citara.

DATA

19 Set , 2018

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